(ri) organizza la tua vita

Per molti cambiare vita vuol dire fare quello che ho fatto io, per altri solo cambiare città o paese nel quale vivere, per altri ancora cambiare stato sentimentale e così via….

Per molti la sfida è migliorare la propria vita restando nel luogo dove vivono.

Tutti sanno che lavoro, famiglia, alimentazione, fisico non sono cose separate, e che devono coesistere armonicamente, ma nessuno ti dice come fare “praticamente” per rendere migliore il tuo quotidiano e affrontare meglio le molteplici “piccole”  difficoltà, vero?!

Ovviamente le mie sono solo suggestioni e ipotesi e magari nel tuo caso si tratta di necessità completamente diverse, ma spero di averti chiarito il concetto di base.

Per introdurre meglio il ragionamento, permettimi di fare un esempio un poco “scioccante”.

Su alcuni reti televisive viene trasmesso un reality USA dal titolo “accumulatori seriali”.

La trasmissione documenta alcune persone, affette da una particolare patologia, la Disposofobia, (vedi descrizione cliccando qui) , che li spinge ad accumulare montagne di cose inutili nelle loro case fino a renderle non solo invivibili, ma anche assolutamente pericolose e dannose per l’individuo stesso.

la foto che vedi qui sotto è un classico esempio della risultanza di tale malattia

Come detto, qui siamo di fronte a una patologia conclamata e conosciuta, peraltro curabile con apposite terapie psichiatriche.

Negli anni mi sono ripromesso di osservare i comportamenti e le abitudine di molte persone, nei loro uffici o luoghi di lavoro, ma anche nelle loro case, e mi sono reso conto che molti di noi sono dei mini-accumulatori seriali.

Per carità, niente di lontanamente paragonabile alla patologia che ho indicato sopra e sicuramente niente che possa nuocere alla nostra vita, ma di sicuro abbiamo un po’ tutti la tendenza ad accumulare cose che non ci servono.

E adesso vorrei dimostrartelo con un piccolo test.

Io non posso sapere chi sta leggendo questo testo in questo preciso momento, ma sono pronto a scommettere che se tu andassi ad analizzare ogni cassetto della tua casa, troveresti un’infinità di oggetti che hai conservato, ma che sono inutili e completamente inutilizzati da almeno un anno

adesso tu potresti dirmi:

“Guido, questo non è un problema per me, posso buttarli via in qualsiasi momento!”

Certo, non ho dubbi, ma allora perchè  non lo hai ancora fatto?

Pensaci bene, se questi oggetti accumulati nel tempo sono ancora lì (..e nel tempo se ne sono aggiunti altri), è per una nostra reazione istintiva ad avere difficoltà a lasciarci dietro cose che non ci servono.

Molto spesso giustifichiamo questo con la classica frase:

“non butto via niente perché potrebbe tornarmi utile in futuro…”

Anche questa affermazione è sostanzialmente vera, perché spesso e volentieri troveremo utile quel bullone o quella pila di orologio che tenevamo nel terzo cassetto della scrivania sotto una montagna di carte, ad un determinato momento.

Ma è anche vero che, se ti occorre quella pila, potresti sempre andarla comprare al negozio sotto casa o al supermercato mentre fai la spesa!!

Ma allora perché conserviamo (ovvero accumuliamo) praticamente di tutto tanto che la nostra cantina o soffitta spesso “esplodono” di cianfrusaglie??

La risposta è semplice, e sta nel fatto che siamo troppo legati all’idea negativa che lasciare un oggetto, di qualsiasi tipo, sia una privazione che possa in qualche modo metterci in difficoltà e crearci un bisogno nel futuro.

Mantenere all’interno della nostra abitazione o ufficio quel determinato oggetto (anche se in cuor nostro sappiamo che probabilmente non useremo mai più….), ci fa sentire più tranquilli.

“Guido, ma se lo fanno tutti, vuol dire che non può condizionare la mia vita!”

Certo, ma c’è il rovescio della medaglia.

Questo comportamento, benché non assolutamente pericoloso, crea comunque una specie di vincolo, di legame astratto verso un qualcosa (parliamo di oggetti, non dimentichiamocelo…) di cui non abbiamo bisogno.

E e se manteniamo dei legami con cose inutili per saziare alcune delle nostre insicurezze, immaginiamoci cosa potremmo fare qualora avessimo paura di perdere legami con cose molto più importanti, come amicizie, amore, lavoro, salute eccetera eccetera

Immagina ogni oggetto che accumuli come un piccolo spazio che vai a togliere al tuo personale spazio vitale oppure, se preferisci, riempire uno zaino che ti metti sulle spalle portandoti dietro cose che non sono assolutamente indispensabili.

Non importa quanto tu sia allenato, il risultato lo stesso: stai faticando inutilmente.

In un articolo futuro ti spiegherò delle tecniche pratiche e semplici da seguire che ti permetteranno di liberarti delle cose superflue in quattro semplici passaggi.

Si tratta di un metodo ottimizzato e estremamente semplificato direttamente estratto dalla nota “matrice di Eisenhower“,

 Dwight Eisenhower - 34º presidente degli Stati Uniti

(Dwight Eisenhower – 34º presidente USA) il quale amava dire questa frase :

“Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante”

E se la usava un Generale e Presidente degli Stati Uniti…. potrebbe fare anche comodo a te! 🙂

Utilizzerai questa tecnica in ufficio o a casa, perché è straordinariamente efficace in entrambi i casi.

Potrai anche insegnarla ad amici, familiari e colleghi di lavoro : te ne saranno estremamente grati perché otterranno enormi vantaggi da tutto questo.

Sai perchè ti dico tutto questo?

Perchè riorganizzare la tua vita non significa emigrare all’estero o andare a meditare in un monastero in Tibet, ma fare piccoli passi quotidiani possibili per modificare le nostre cattive abitudini, azioni che facciamo ormai automaticamente, in modo inconscio, e che spesso sono un freno al nostro cambiamento di vita.

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